Terre andaluse

Terre andaluse
Da Almería a Granada, il mosaico segreto nell’Andalusia sudorientale

La ricchezza di una terra dal mio punto di vista comincia da quante storie ci può raccontare.

E spesso le storie umane e culturali affondano le loro radici proprio nella terra, o meglio, nella geologia di un territorio.

In tal senso l’Andalusia diverrà per noi una narratrice d’eccezione… andiamo a scoprire come!


Alte montagne e mare

L’incredibile varietà di mondi che troviamo in questo tratto della costa spagnola nasce proprio dalla prossimità tra le montagne più alte della Penisola Iberica e il mare di Alborán.

È così che in due ore possiamo passare dalla selvaggia costa vulcanica di Cabo de Gata alle altezze della Sierra Nevada, parte delle Cordigliere Betiche, che con la sua vetta più alta supera i 3000 metri, innalzandosi sul paesaggio circostante.
 

L’unico deserto dell’Europa continentale

È sempre per via della morfologia del territorio che troviamo, inoltrandoci nell’entroterra, prima di raggiungere le pendici montuose principali, una depressione racchiusa tra più rilievi che ha dato luogo al deserto sedimentario di Tabernas (una delle meraviglie che troverai solo in Almeria).

Questo luogo dall’apparenza ostile e dalla natura di una selvaggia fragilità ha saputo, nel tempo, solleticare gli immaginari, divenendo ambientazione dei western di Sergio Leone e di molte altre pellicole.

Entrare all’interno della storia, camminando attraverso il panorama eroso dei calanchi e seguendo l’onirico Sendero del Desierto, è un’esperienza quasi straniante, e proprio attraverso lo straniamento ci restituisce la possibilità di guardare la realtà con occhi nuovi.

Se ti incuriosiscono storie di altri panorami desertici suggestivi puoi leggere di Fuerteventura, ma solo se, viaggiando, desideri immaginare di... arrivare un po' sulla luna!


Río Monachil: l’acqua che incide la montagna

L’acqua che a Tabernas ci parla attraverso la sua scarsità, alle porte di Granada diventa una presenza che crea il percorso e accompagna il cammino, trasportandoci in un ambiente completamente diverso, fatto di canyon, mormorio delle acque e vegetazione ripariale.

Nelle gole di Los Cahorros, il Río Monachil ha scavato la roccia calcarea, aprendo un passaggio tra pareti ripide. Sentieri e ponti sospesi ci permettono oggi di attraversarlo, incontrando un’altra tessera del mosaico andaluso, fatta di storie di viandanti, in un territorio che porta tracce della presenza umana con le popolazioni Argariche sin dall’Età del Bronzo.


Fili storici: nomi che parlano di incontro e scontro

Forse noi oggi non abbiamo mai sentito nominare l’Almería, eppure nel suo territorio, vicino a San José nel parco di Cabo de Gata-Níjar, c’è una spiaggia che deve il suo nome ai genovesi, che nel 1147 utilizzarono la baia come riparo per la propria flotta, durante la spedizione che mirava a conquistarla.
La Playa de los Genoveses ci racconta di un mondo che è stato molto più interconnesso di quanto a volte pensare attraverso i confini delle carte politiche attuali ci lasci ricordare.

Quello di cui mi rendo conto è che non si studia, non si conosce mai abbastanza e che allo stesso tempo possiamo continuamente approfondire quel processo di integrazione delle parti e delle conoscenze, attraverso uno dei più affascinanti processi umani: l’apprendimento.

Quel nome conserva quindi la memoria di un Mediterraneo attraversato da flotte, alleanze e conflitti: viaggiare è anche questo, la possibilità di comprendere la nostra storia, intrecciando passato e presente.


Almería e Granada

Queste due città rappresentano due volti dell’identità Andalusa: una protesa verso il mare, l’altra accarezzata dalle cime della Sierra Nevada, raccontano due mondi che fanno parte di un unico filo conduttore, vivace e fiero, fatto di fortificazioni e commerci, poesia e musica, tanto quanto di sapori e leggende.

Unendo la protezione delle Cordigliere Betiche alla più grande via di comunicazione che l’umanità antica ha conosciuto, il Mar Mediterraneo, in entrambe si intrecciano i segni dell’incontro e scontro, della battaglia tra le due grandi civiltà che hanno forgiato l’aspetto culturale di questo territorio: quella islamica e quella cristiana.

Proprio da questa commistione nasce l’atmosfera ancora un po’ sospesa che caratterizza questa parte della Spagna, una perla plasmatasi tra rintocchi di fede fervente, mercanti e atmosfere orientali.


In cammino nel mosaico andaluso

Progettare un itinerario di viaggio è un lento lavoro artigianale di costruzione dell’esperienza, assimilabile alla tessitura di un racconto attraverso cui far nascere una nuova narrazione.

Questa è la storia che vivremo a partire dalla visita dell’animata città di Almería, affacciata sul mare, per poi camminare parallelamente alla costa e al suo blu zaffiro.

Il tour a passo lento ci porterà a incontrare l’anima del deserto, per poi salire tra le montagne almeriensi, incontrando Bayárcal, il paese più elevato, fino a guardare tutto dall’alto, dai 2612 metri della cima di El Chullo, tetto della provincia.

Abbiamo bisogno di tempi di calma, di tempi di gioia, non per distrarci dal mondo, ma per rigenerare queste qualità e ricordarci che sono a pieno titolo possibilità nostre e del reale che possiamo poi riportare a casa con noi.

Io non so di cosa tu abbia bisogno per amare un luogo, ma quando sono arrivata qui ho pensato “potrei viverci!”. Chiaramente, la grande varietà di ambienti e contesti ben si sposa con le persone curiose.


Spagna almeriense: il punto d’equilibrio tra alterità e familiarità

Al di là del dove fantasticare il proprio (mio) indirizzo di residenza, credo che quello che coccola e colpisce allo stesso tempo in Andalusia è quel misto di familiarità e alterità, in un luogo capace di dare più del tempo che ci prende.

Familiarità con l’atmosfera spagnola, che restituisce quella sensazione di star visitando cugini che non vedi da tempo, ma con i quali hai molte storie e molta allegria da compartir.

Posso dire che non credo nel turismo come industria di massa.
Mentre invece trovo pieno significato nel costruire relazioni con i luoghi, relazioni tra luoghi e persone, e tra persone e persone.


Rigenerare il senso del viaggio

Oggi abbiamo bisogno di rigenerare il nostro senso di appartenenza alla Terra come un tutto interconnesso e all’umanità come famiglia, come piccola tribù temporanea in grado di condividere il piacere dei passi sul terreno.

Ancor di più se i terreni sono molteplici e fanno spaziare il nostro sguardo sulla trasparenza del mare, sull’atmosfera lunare del deserto, tra le montagne che svettano verso il cielo della Sierra Nevada, nei ponti sospesi che attraversano le gole rocciose di Río Monachil e sulle antiche fortezze de l’Alcazaba di Almería e l’Alhambra, custodi di bellezze moresche e leggende che racconteremo… in un prossimo capitolo!

Oppure vieni a esplorare di persona il viaggio da Almería a Granada.

Invece se ti interessa l'atmosfera spagnola in versione canaria, ti aspettiamo nell'itinerario a Fuerteventura!

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