Le 4 meraviglie che troverai solo in Almería
L'estremo sud-est della Spagna custodisce il deserto di Tabernas, la geoda gigante di Pulpí, le grotte di Sorbas e la Plataforma Solar
Se pensi all’Andalusia, probabilmente immagini i cortili dell’Alhambra, le strade bianche dei villaggi, gli uliveti e le spiagge del Mediterraneo. La provincia di Almería, nell’estremo sud-est della Spagna, nasconde però un paesaggio decisamente meno prevedibile.
Qui puoi camminare nell’unico deserto propriamente detto dell’Europa continentale, entrare in una miniera per affacciarti su una cavità rivestita di cristalli giganteschi, esplorare un labirinto sotterraneo scavato dall’acqua e visitare un centro di ricerca che studia come sfruttare l’energia del sole.
Quattro luoghi molto diversi, accomunati da un aspetto: raccontano quanto possa essere sorprendente il rapporto tra territorio, clima, geologia e attività umana.
E, guarda un po', sono tutti nel nostro itinerario!
Per scoprirlo, non ti resta che continuare a leggere…

1. Il deserto di Tabernas, dove l’Europa diventa un po' Africa
A pochi chilometri dalla città di Almería, il paesaggio comincia a cambiare. Le distese verdi lasciano spazio a colline spoglie, gole, calanchi e pareti di roccia erosa. Qua e là, piccoli corsi d’acqua asciutti incidono il terreno, pronti a riempirsi soltanto durante le piogge più intense.
Se ti sembra di essere finito in un film ambientato nel Sahara, non sei del tutto fuori strada.
Il deserto di Tabernas è considerato dalla Junta de Andalucía l’unica area desertica propriamente detta dell’intero continente europeo. Le precipitazioni annuali non raggiungono i 250 millimetri e la scarsità d’acqua, insieme alle caratteristiche geologiche del territorio, ha contribuito alla formazione delle badlands, letteralmente “terre cattive”: terreni aridi, profondamente incisi dall’erosione.
Ma Tabernas ha anche una storia cinematografica.
A partire dagli anni Sessanta, le sue gole e le sue distese polverose sono diventate scenografie naturali per numerosi film western. I paesaggi sembravano già appartenere al Far West, senza bisogno di attraversare l’Atlantico. Sergio Leone e altri registi trovarono qui l’ambiente ideale per ricreare città di frontiera, accampamenti e duelli sotto il sole.

2. La geoda di Pulpí, la più grande del mondo
Nel 1999, alcuni membri del Gruppo Mineralogico di Madrid fecero una scoperta sorprendente all’interno della Mina Rica, nei pressi di Pulpí. Sotto la superficie si nascondeva una cavità naturale rivestita di enormi cristalli di gesso, alcuni lunghi quasi due metri.
Era la geoda gigante di Pulpí, una delle meraviglie geologiche più singolari della Spagna.
La cavità misura circa 8 metri di lunghezza per 2 di altezza. I suoi cristalli, trasparenti e luminosi, ricoprono le pareti come una composizione geometrica naturale. La loro formazione è legata a processi geologici complessi, che comprendono la dissoluzione delle rocce e la successiva deposizione dei minerali.
La geoda si trova a oltre 60 metri di profondità, all’interno di una vecchia miniera. È stata aperta alle visite nel 2019 e, secondo la Junta de Andalucía, è la più grande geoda visitabile al mondo.
Per dimensioni complessive, è seconda soltanto alla celebre Grotta dei Cristalli di Naica, in Messico, non accessibile al normale turismo.

3. Sorbas, il mondo sotterraneo modellato dall'acqua
Il terzo luogo si trova ancora nella provincia di Almería, ma il paesaggio è diverso sia dal deserto sia dalla geoda.
A Sorbas, un territorio semidesertico apparentemente poco ospitale, nasconde un vasto sistema di cavità scavate nel gesso. Qui l'acqua piovana, agendo lentamente sulla roccia solubile, ha creato nel corso del tempo doline, gallerie e cavità sotterranee distribuite su più livelli (fenomeno conosciuto come “carsismo”, ben evidente tanto sui nostri Appennini, che in Vietnam, nella Baia di Halong).
Il risultato è il Karst en Yesos de Sorbas, uno dei sistemi carsici nei gessi più importanti al mondo.
Le dimensioni del fenomeno sono notevoli: l'area protetta comprende una rete con oltre mille doline in superficie e altrettante cavità sotterranee, in gran parte collegate tra loro. Qui si trova circa il 15% delle cavità mondiali con uno sviluppo superiore ai 500 metri.
C'è un paradosso interessante in tutto questo: in una regione conosciuta per la sua aridità, l'acqua è stata proprio la forza capace di costruire una delle sue meraviglie più nascoste.
A Sorbas non si osserva soltanto una grotta. Si legge, nella roccia, una storia lunghissima di trasformazioni.

4. La Piattaforma del Sole
Ricordi il Deserto di Tabernas?
Perfetto, torniamo idealmente lì!
In questo ambiente dove il sole è una presenza costante si trova la Plataforma Solar de Almería, un centro pubblico dedicato alla ricerca, allo sviluppo e alla sperimentazione delle tecnologie solari a concentrazione. Appartiene al CIEMAT, organismo spagnolo che si occupa di ricerca in campo energetico e ambientale, ed è il maggiore centro europeo del settore.
Qui si studia come concentrare la radiazione solare per produrre calore ed energia, sperimentando sistemi che utilizzano campi di specchi, ricevitori e diverse tecnologie di accumulo termico.
Uno degli impianti più riconoscibili è quello in cui numerosi specchi, detti eliostati, seguono il movimento del sole e riflettono la luce verso un ricevitore collocato in cima a una torre. La radiazione concentrata permette di raggiungere temperature elevate, da utilizzare in diversi processi energetici e industriali.
Il contrasto con il deserto è evidente…
Lo stesso sole che contribuisce a rendere questo territorio arido diventa una risorsa da studiare e utilizzare attraverso la ricerca scientifica.
Le 4 meraviglie dell'Almería non ti bastano?
Il viaggio non finisce tra deserto, cristalli e grotte. Lungo il percorso incontrerai anche il Parco Naturale di Cabo de Gata-Níjar, con le sue spiagge vulcaniche, le calette e le saline dove sostano i fenicotteri. Poi c'è Almería, dominata dalla sua imponente Alcazaba, e infine la montagna: nella Sierra Nevada camminerai fino a El Chullo, a 2.670 metri, prima di esplorare i sentieri e i ponti sospesi di Los Cahorros de Monachil.
Il viaggio si conclude a Granada, con la visita dell'Alhambra, uno dei complessi monumentali più affascinanti dell'Andalusia.
Otto giorni per attraversare ambienti molto diversi, dal Mediterraneo alle montagne, passando per deserti, paesaggi vulcanici e meraviglie sotterranee. Un itinerario in cui ogni tappa aggiunge un tassello alla storia di questa regione spagnola.
Vieni a scoprire l'Almeria!
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