Pantanal: il paradiso brasiliano dell'acqua e del giaguaro
Questa regione è una delle aree umide più grandi (e frequentate) del pianeta
Per capire il Pantanal devi dimenticare l’immagine della foresta tropicale che hai in mente.
Qui non è la vegetazione a comandare il paesaggio. È l’acqua.
Ogni anno, con la stagione delle piogge, fiumi e corsi d’acqua esondano e trasformano vaste porzioni della pianura in zone allagate. Poi l’acqua lentamente si ritira, lasciando lagune, pozze e fiumi che diventano punti di riferimento per una fauna straordinariamente ricca. È questo ciclo a dare forma al Pantanal brasiliano, una delle più grandi aree umide tropicali del pianeta.
Le sponde dei fiumi diventano luoghi privilegiati per osservare gli animali, le barche possono seguire i corsi d’acqua e, tra la vegetazione, inizia una ricerca molto particolare: quella del giaguaro.
Dove si trova il Pantanal?
Prima un po' di geografia…
Il Pantanal si trova nel Centro-Ovest del Brasile, soprattutto negli Stati di Mato Grosso e Mato Grosso do Sul, ma il grande sistema delle zone umide prosegue anche in Bolivia e Paraguay. Il suo cuore è formato dalla vasta pianura attraversata dai bacini del fiume Paraguay e dei suoi affluenti.
Non è quindi un singolo parco naturale che puoi circoscrivere sulla carta.
È un territorio enorme, fatto di fiumi, paludi, savane, foreste ripariali, lagune e aree aperte, dove ambienti diversi si alternano e cambiano nel corso dell’anno.
Una parte del Pantanal, il Pantanal Conservation Area, è riconosciuta dall’UNESCO come Patrimonio Mondiale Naturale e comprende ambienti particolarmente importanti per la conservazione della fauna.
Se dici Pantanal dici giaguaro
Fra tutti gli animali del Pantanal, il giaguaro è quello che catalizza maggiormente l’attenzione.
È il più grande felino delle Americhe e questa regione ospita una delle aree più importanti per la sua osservazione. Nell’area riconosciuta dall’UNESCO, la popolazione di giaguari è descritta come probabilmente la più numerosa dell’intero Pantanal.
Ma avvistarlo non è questione di fortuna e basta.
Chi cerca un giaguaro deve imparare a leggere il territorio: seguire le rive, osservare la vegetazione, riconoscere le tracce e prestare attenzione agli animali che possono segnalare indirettamente la presenza di un predatore (una cosa simile a quello che dovresti fare se volessi vedere una tigre in India).
Il giaguaro resta comunque un animale selvatico e imprevedibile. Vederlo non è garantito: cercarlo, indagarne le tracce ed entrare nel suo habitat fanno già parte dell’esperienza.
Ma nel Pantanal ci sono molti altri animali
Pensare al Pantanal come alla terra del giaguaro sarebbe riduttivo.
Qui vivono anche:
capibara;
caimani;
tapiri;
formichieri;
lontre;
cervi;
scimmie;
una quantità enorme di uccelli.
Molti degli animali sopradescritti, tra l'altro, sono prede abituali proprio del giaguaro. Non è un caso, quindi, che il grande felino abbia trovato nel Pantanal il proprio regno elettivo di diffusione.
Infine, menzione speciale per il tuiuiú, considerato l’uccello simbolo e uno dei più carattersitici del Pantanal.

A piedi, in barca o a cavallo: come si esplora il Pantanal?
In un ambiente così particolare, anche il modo in cui ti muovi cambia completamente ciò che riesci a vedere.
A piedi puoi entrare nella vegetazione e avvicinarti all’ambiente terrestre.
In barca osservi le rive e gli animali legati ai corsi d’acqua.
A cavallo attraversi invece il paesaggio aperto seguendo un ritmo molto più lento.
Ci sono poi i safari fotografici in 4x4, utili per coprire distanze maggiori e attraversare ambienti diversi. Sono modalità di esplorazione riconosciute anche dal turismo ufficiale brasiliano insieme alle escursioni in barca, a cavallo e a piedi.
Nel nostro viaggio utilizziamo proprio questa varietà, con attività pensate per osservare la fauna in condizioni differenti.
E quando arriva la notte?
Di giorno il Pantanal è soprattutto un'esperienza di osservazione.
Di notte, invece, cambia la percezione del paesaggio.
Alcuni animali diventano più attivi e un’escursione notturna significa cercare nella penombra ciò che durante il giorno potrebbe essere invisibile. Nel nostro programma è prevista proprio un’uscita notturna in macchina o in barca, con l’obiettivo di individuare la fauna che si muove dopo il tramonto.
È anche uno dei motivi per cui dormire in un jungle lodge nel Pantanal è qualcosa di diverso dal semplice pernottamento.
Nel nostro viaggio la sistemazione è una pousada immersa nella giungla, proprio all’interno della pianura alluvionale. Una delle escursioni notturne viene effettuata durante il soggiorno nel lodge.
La natura, insomma, non finisce quando rientri dalla giornata di esplorazione.
Quando e come andare nel Pantanal?
Se vuoi intraprendere un viaggio del genere, anche il “quando” è un fattore da tenere in considerazione.
La stagione secca è generalmente considerata la più favorevole per l’osservazione della fauna, perché gli animali tendono a concentrarsi maggiormente intorno alle zone d’acqua rimaste.
La stagione umida racconta invece un altro Pantanal: più acqua, grandi superfici allagate e un ambiente completamente trasformato dal ciclo delle piogge. UNESCO descrive proprio questo alternarsi come uno degli elementi fondamentali del funzionamento ecologico e del paesaggio del Pantanal.
Se parti dall’Italia, il viaggio richiede più spostamenti e normalmente si entra nel Pantanal attraverso i principali centri di accesso della regione.
Nel nostro itinerario, il Pantanal arriva dopo Rio de Janeiro e le Cascate di Iguassù: da Foz do Iguassù si vola a Campo Grande e da lì si prosegue verso la pousada nel Mato Grosso do Sul.
Prima la grande città brasiliana, poi la forza dell’acqua alle cascate e infine un ambiente in cui sono proprio acqua e animali a dettare il ritmo delle giornate.

Il Pantanal (e il Brasile) oltre il giaguaro
Il giaguaro è il grande protagonista, ma è solo l’inizio. Nel viaggio scoprirai anche Rio de Janeiro, tra il Pan di Zucchero, il Corcovado e le spiagge di Copacabana e Ipanema, e le Cascate di Iguassù, esplorate sia dal lato brasiliano sia da quello argentino.
E dopo il Pantanal c’è ancora Bonito, con lo snorkeling nei fiumi, le cascate, le grotte e il suggestivo Buraco das Araras.
Un viaggio, quindi, che parte alla ricerca del grande felino e finisce per raccontare un Brasile fatto di foreste, fiumi, cascate, fauna selvatica e grandi città.
Vieni a cercare il giaguro!
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