Domande in viaggio: “Pensi che domani pioverà?”

Domande in viaggio: “Pensi che domani pioverà?”
Un quesito vecchio come il mondo, ma che sarebbe opportuno rivolgere all’oracolo di Delfi

Vi siete mai chiesti quale sia la parte più ardua del lavoro di guida?

Ebbene, non sta nella progettazione o nella logistica e nemmeno nella didattica o nella mediazione. Una guida viaggio ha un compito ben più arduo, quello di rendere ogni esperienza indimenticabile; grava su di lei quel peso indescrivibile delle aspettative di chi le affida la cosa più preziosa che ha: il proprio tempo.

Per ogni guida che faccia di questo mestiere una cosa seria, queste aspettative non sono di poco conto: la dedizione è assoluta, la preparazione elevata, la programmazione necessaria, l’esperienza fa la differenza.

Specializzarsi, a questo punto, si rivela la scelta migliore:

  • conoscere bene la destinazione ci rende in grado di prevedere l’imprevedibile;

  • anticipare le fantasie dei clienti;

  • avanzare piani b, c, d, z, eppure…

Resta un inconveniente fuori dal nostro controllo, uno di quelli che può cambiare lo spirito dell’intera giornata o, addirittura, dell’intera vacanza. È per questa ragione che, di tante domande che i clienti mi hanno posto in viaggio, c’è n’è una che mi inquieta più di tutte:

“Pensi che domani pioverà?”

Ta ta ta taaaaa…

Nella mia testa risuona un’unica colonna sonora: la quinta sinfonia di Beethoven, che preannuncia la fine di qualunque ragionevole conversazione. Sì, perché, per rispondere a questa domanda, dobbiamo spingerci ben oltre il razionale e attingere a tutte le armi di persuasione, leadership e comunicazione verbale e non, su cui ogni guida si è allenata per anni.

Tutto questo sforzo è indirizzato ad un unico scopo: distrarre l’escursionista di turno dalla domanda originaria e indirizzare la sua attenzione su qualcos’altro di altrettanto rilevante, tutto pur di non arrivare all’inevitabile risposta:

“E io come faccio a saperlo?”

Cari amici e lettori, cari camminatori e clienti affezionati, in totale confidenza voglio rivelarvi un segreto, frutto di anni di lavoro e di esperienza sul campo: le previsioni meteorologiche sono una gran bufala!

Non negherò le evidenze: certo i moderni sistemi di ricerca sono molto più precisi di quelli di un tempo,  abbiamo proiezioni in tempo reale che mostrano lo spostamento di grandi masse di aria, ci avvisano dei cambiamenti di pressione e temperatura, ci informano sull’orario giusto per andare a osservare l’aurora boreale, per calcolare l’onda giusta per surfare o i nodi giusti per uscire a fare vela, ma la verità resta sempre la stessa.

Nessuno sa predire il futuro.

In fondo, lo sapete anche voi che questa non è una domanda da porre alla vostra guida, ma piuttosto all’oracolo di Delfi; solo un sacerdote di Apollo potrebbe avere informazioni così precise e di prima mano, ma in quel caso devo avvertirvi: la rispsota arriverà solo in forma di profezia incomprensibile.

A malincuore devo rompere questo incantesimo e dirvelo: la vostra guida non è l’equivalente della Pizia delfica. Non passa le notti insonni sussurrando alla luna, non improvvisa nessuna danza del sole e non consulta le rune.

Magari qualcuna controlla ancora la posta sperando che finalmente arrivi la sua lettera di ammissione ad Hogwarts, ma non è questo il punto!

Il punto è che ci sono talmente tante variabili in gioco sull’argomento che è impossibile rispondervi con onestà senza ferire le vostre aspettative. Esistono aree geografiche più prevedibili, per altre le previsioni meteo sono pressoché impossibili. Più ci allontaniamo nel tempo e più questi fattori aumentano esponenzialmente e così pure il coefficiente di errore.

Vi dirò di più, in molti casi la risposta corretta sarebbe: “Ma CERTO che pioverà!” Solo, non aspettatevi di trovarlo scritto sul tutti i siti web.”

Nessuna app potrà confermarvi che alle 12.36 una nuvoletta carica d’acqua passerà proprio sulla vostra testa e vi rinfrescherà, giusto il tempo di tirar fuori l’impermeabile per poi abbandonarvi un attimo dopo.

Il meteo è così cari amici: imprevedibile, e mi piace pensare che così dovrebbe rimanere.

Abbiamo cercato in tutti i modi di imbrogliare la natura con la tecnologia; pensavamo di poterla controllare, manipolarla persino. SPOILER: non ci siamo riusciti.

Ho imparato che essere una brava guida non significa avere tutte le risposte; è molto più salutare, per lo spirito del gruppo, porre le domande giuste secondo la prospettiva più incoraggiante.

Così, alla domanda “Domani pioverà?”, la mia risposta preferita è sempre:

“Fa qualche differenza? Sono sicura che domani sarà comunque una magnifica avventura!”

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