4 (+1) mete per ammirare il foliage in Italia e all'estero
Vivi la stagione più colorata dell'anno in tutto il mondo!
Quando arriva l’autunno, i boschi cambiano colore, le colline si accendono di nuove sfumature e anche i paesaggi più familiari sembrano diversi.
Dal foliage delle faggete italiane ai vigneti europei, fino a un’insolita sorpresa tropicale, ecco cinque luoghi da scoprire in questa stagione.
1. Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise: i colori del bosco
Nelle faggete dell’Appennino, l’autunno è una trasformazione che si osserva passo dopo passo. Le chiome dei faggi virano dal verde al giallo, mentre aceri e querce aggiungono pennellate arancioni e rossastre al paesaggio.
Nel Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, tra Val Fondillo, Pescasseroli, Opi e Barrea, il foliage accompagna i sentieri e cambia aspetto a seconda dell’altitudine, dell’esposizione e delle condizioni meteorologiche.
Ci sono luoghi in cui il bosco si apre su radure e vallate, altri in cui i rami si intrecciano sopra il sentiero, lasciando filtrare una luce diversa da quella estiva. La Selva Moricento, con la sua faggeta vetusta, racconta anche una storia ecologica molto più lunga di quella di una singola stagione.
E mentre le foglie cadono, il bosco continua a essere abitato: l’autunno è anche il periodo in cui si possono ascoltare i bramiti dei cervi e osservare i segni della fauna lungo i percorsi.

2. Langhe: l’autunno tra i filari
Nelle Langhe piemontesi, il foliage non è soltanto quello degli alberi. A cambiare colore sono soprattutto i vigneti, che disegnano le colline con sfumature gialle, arancioni e rossastre.
Intorno a Barolo, Barbaresco, Neive e Monforte d’Alba, i filari seguono il profilo delle alture e si alternano a boschi, castelli e piccoli centri storici. Le nebbie mattutine possono avvolgere le colline, mentre nelle giornate limpide lo sguardo raggiunge le creste più lontane.
È un paesaggio modellato nel tempo dalla viticoltura, in cui la stagione si riconosce anche attraverso i gesti della vendemmia e i profumi che arrivano dalle cantine.
Spostandoti verso l’Alta Langa, il panorama cambia ancora: ai vigneti si sostituiscono boschi di castagni e querce, che offrono scorci più vicini al foliage delle foreste.

3. Aragona e Pirenei: il foliage tra le montagne
Nei Pirenei spagnoli, l’autunno trasforma le foreste montane e le vallate attraversate dai torrenti. Le latifoglie assumono tonalità dorate e ramate, in contrasto con il verde più scuro delle conifere e con le pareti rocciose delle montagne.
Uno dei luoghi più suggestivi è il Parco Nazionale di Ordesa y Monte Perdido, dove il Río Arazas attraversa boschi e gole, formando una successione di cascate. Il sentiero conduce fino alla Cola de Caballo, una cascata ai piedi di alte pareti calcaree, in un paesaggio modellato dall’acqua e dagli antichi ghiacciai.
Il colore delle foglie varia con la quota: nelle aree più alte il freddo arriva prima, mentre nei fondovalle la trasformazione può proseguire più a lungo. Per questo, anche all’interno dello stesso parco, puoi incontrare ambienti che sembrano trovarsi in momenti diversi dell’autunno.

4. Croazia: foglie colorate tra laghi e cascate
In Croazia, l’autunno si manifesta in modo particolare nei parchi nazionali, dove l’acqua attraversa foreste, laghi e formazioni calcaree.
Il Parco Nazionale dei Laghi di Plitvice è forse l’esempio più noto: sedici laghi collegati tra loro da ruscelli e cascate, circondati da boschi che in autunno assumono tonalità dorate e ramate. Le passerelle permettono di camminare vicino all’acqua, mentre il contrasto tra le foglie, le rocce chiare e i laghi rende il paesaggio particolarmente fotogenico.
Anche il Parco Nazionale della Krka offre scorci interessanti, tra gole, cascate e vegetazione ripariale. Qui il corso del fiume ha scavato il calcare creando ambienti in cui l’acqua rimane protagonista anche quando la stagione estiva è finita.
L’autunno è inoltre un buon momento per scoprire i borghi e le città della costa dalmata, come Zara, Spalato e Šibenik, con temperature generalmente più miti rispetto ai mesi invernali e un’atmosfera diversa da quella dell’alta stagione balneare.

5. Seychelles: il foliage “tropicale”
Chi associa il foliage ai boschi temperati potrebbe non immaginare di trovarlo in un arcipelago tropicale. Eppure anche alle Seychelles, nel cuore dell’Oceano Indiano, esiste un fenomeno stagionale sorprendente.
Sull’isola di Curieuse cresce il mandorlo indiano (Terminalia catappa), un albero tropicale le cui foglie possono diventare rosse e arancioni prima di cadere. In determinati periodi, queste tonalità creano tappeti colorati ai margini della vegetazione, in netto contrasto con il verde della foresta e il turchese del mare.
La scena è molto diversa da quella di una faggeta italiana: qui le foglie cadute si mescolano alla sabbia chiara e alle radici degli alberi, mentre poco lontano le tartarughe giganti di Aldabra si muovono liberamente sull’isola.
Non si tratta del foliage classico delle regioni temperate, né di uno spettacolo garantito in una data precisa. È piuttosto un esempio di come anche nei tropici alcune piante seguano cicli stagionali di cambiamento e perdita delle foglie.
Alle Seychelles, il colore autunnale diventa così una curiosità botanica all’interno di un paesaggio dominato da foreste tropicali, spiagge e barriere coralline.

Dove vedere il foliage in autunno?
Non esiste un solo modo di osservare il foliage. Puoi cercarlo nelle faggete dell’Appennino, seguirlo tra i vigneti delle Langhe, incontrarlo nelle foreste dei Pirenei o scoprirlo accanto ai laghi e alle cascate della Croazia. E, se vuoi cambiare completamente scenario, puoi persino osservare le foglie rosse di un albero tropicale su un’isola dell’Oceano Indiano.
È importante ricordare che il momento migliore per il foliage cambia ogni anno: temperature, piogge, altitudine ed esposizione possono anticipare o ritardare la comparsa dei colori.
Forse è proprio questo a rendere speciale l’autunno: non trovi mai esattamente lo stesso paesaggio.
Lo attraversi mentre cambia.