Overtourism: cos’è, perché è un pericolo e 4 viaggi per sfuggirgli
La grande affluenza turistica non è sempre un bene, né per le destinazioni né per i turisti stessi
Negli ultimi anni si sente parlare sempre più spesso di overtourism, ma cosa significa davvero?
Il termine indica una situazione in cui un luogo viene visitato da un numero di turisti superiore alla sua capacità di accoglienza, con conseguenze evidenti sia per l’ambiente che per le comunità locali.
Non si tratta solo di “troppa gente”, ma di un equilibrio che si rompe.
Città storiche sovraffollate, sentieri naturali erosi dal passaggio continuo, identità culturali che si trasformano per adattarsi al turismo di massa.
Le problematiche principali sono ormai sotto gli occhi di tutti:
- impatto ambientale elevato, con ecosistemi messi sotto pressione;
- perdita di autenticità, con luoghi che diventano “scenografie”;
- qualità dell’esperienza ridotta, per chi viaggia e per chi vive quei territori.
Eppure, proprio da questa consapevolezza sta nascendo un nuovo modo di viaggiare: più lento, più attento, più rispettoso.
Oltre le mete affollate
Esiste un’Italia (e non solo) che sfugge alle logiche del turismo di massa. Non perché sia meno bella, ma perché richiede tempo, curiosità e voglia di scoperta.
È qui che il viaggio torna a essere esperienza.
Percorsi che portano lontano dalle folle, dentro territori veri, dove il rapporto tra uomo e natura è ancora equilibrato.
Alcuni esempi?
Continua a leggere…
Parco d'Abruzzo: la montagna che insegna a rallentare
Nel cuore del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, il viaggio assume un ritmo completamente diverso.
Seguendo le tracce della transumanza, si attraversano paesaggi che raccontano una storia antica fatta di stagioni, spostamenti e relazioni tra territori. I tratturi diventano una chiave di lettura del paesaggio, non semplici sentieri.
Camminando tra boschi e vallate dell’Alto Sangro si scopre:
- una natura viva, dove specie simbolo come l’orso marsicano trovano ancora spazio;
- borghi autentici, come Pescasseroli e Barrea, lontani da ogni logica turistica di massa;
- un equilibrio raro tra presenza umana e ambiente.
Qui agosto non è sinonimo di folla, ma di connessione: con i luoghi, con le persone, con il tempo.

Cilento: il Sud che non ti aspetti
Quando pensiamo alla Campania, spesso l’immaginario corre alla costa. Eppure, esiste un Cilento interno sorprendente, ancora poco frequentato e incredibilmente vario.
Questo territorio offre un’alternanza continua di esperienze: natura, archeologia, storia e avventura si intrecciano senza soluzione di continuità. Si passa dai siti di Velia e Paestum ai sentieri del Monte della Stella, fino alle grotte di Pertosa.
Ciò che colpisce davvero è la sensazione di scoperta costante:
- paesaggi selvaggi e poco battuti;
- una biodiversità ricchissima, con ambienti che cambiano rapidamente;
- un ritmo di viaggio pieno ma mai frenetico.
È il tipo di destinazione che dimostra come si possa ancora viaggiare in Italia senza incontrare il turismo di massa.

Gran Paradiso: oltre i sentieri più battuti
Il Parco Nazionale del Gran Paradiso è conosciuto, ma esiste un modo diverso di viverlo. Lontano dai percorsi più frequentati, si apre un mondo fatto di silenzi, fauna selvatica e panorami alpini grandiosi.
Qui la natura è protagonista assoluta: ghiacciai, vallate, laghi alpini e una biodiversità sorprendente. Gli incontri con stambecchi, camosci e marmotte non sono eccezioni, ma parte dell’esperienza.
Camminare in queste zone significa:
- percorrere le antiche strade reali costruite nell’Ottocento;
- esplorare ambienti alpini autentici, senza affollamento;
- vivere la montagna in modo più intimo e profondo.
È la dimostrazione che anche le mete più note possono essere riscoperte con uno sguardo diverso.

Appennino nascosto: Sibillini e Foreste Casentinesi
L’Appennino è spesso sottovalutato, eppure custodisce alcuni dei paesaggi più affascinanti d’Italia. Dai Monti Sibillini alle Foreste Casentinesi, si entra in un mondo fatto di natura, storia e spiritualità.
Nei Sibillini, tra gole spettacolari e creste panoramiche, si percepisce un’energia particolare, alimentata da leggende e racconti antichi. Luoghi come la Gola dell’Infernaccio o le Lame Rosse sembrano usciti da un’altra dimensione.
Nel Casentino, invece, il protagonista è il bosco: foreste antiche, silenziose, dove il tempo sembra essersi fermato. Qui il legame tra uomo e natura è raccontato da monasteri, eremi e sentieri storici.
In entrambe le destinazioni si ritrova ciò che spesso manca altrove:
- silenzio e autenticità;
- paesaggi incontaminati;
- una dimensione più intima del viaggio.
Viaggiare meglio, non di più
L’overtourism non si risolve smettendo di viaggiare, ma cambiando il modo in cui lo facciamo. Scegliere destinazioni meno battute, viaggiare in periodi diversi, affidarsi a chi conosce davvero i territori.
È un approccio che arricchisce il viaggio e allo stesso tempo protegge i luoghi.
Perché alla fine, il vero lusso oggi non è vedere tutto, ma vivere davvero un posto.