Domande in viaggio: "Posso venire con le scarpe da ginnastica?"

Domande in viaggio: "Posso venire con le scarpe da ginnastica?"
Dalle domande ricorrenti dei viaggi, per ridere insieme e vincere la fatica del camminare

Quanto tempo abbiamo impiegato per realizzare un’abbigliamento tecnico da montagna? 

I nostri antenati preistorici, l’”homo erectus” ad esempio, si muovevano protetti da una folta e calda pelliccia di peli, ma chissà quanti di loro, mentre erano in cammino a piedi nudi verso la loro grotta riscaldata a braci, avevano già sognato come rendere l’intera esperienza dell’outdoor più comoda e sicura (siamo pronti a scommettere: sicuramente erano le attente femmine della specie)

Diverse glaciazioni passarono fino a che, nel Paleolitico superiore, qualcuno decise di usare pelli animali, lavorate a mano, con prodotti naturali e senza uso di inquinanti: e oggigiorno, noi figli di Amazon e del made in China, ci permettiamo pure di chiamarli cavernicoli!

D’accordo, non dovevano essere il massimo del comfort, ma ancora qualche migliaio d’annetti più in giù sulla linea del tempo e i nostri più prossimi antenati si erano già buttati a capofitto nella fabbricazione di calzature e nella tessitura di abiti.

Pensate, ad esempio, ai “fort rock Sandals”, i più antichi ritrovamenti calzaturieri della storia dell’umanità, fatti di fibre intrecciate vegetali: chi le ha indossate la prima volta si sarà sentito figo come se avesse avuto un paio di sneakers ai piedi. Poi ne sono arrivati tanti altri: mocassini armeni in cuoio, sandali in pelle egiziani, stivali e calzari Romani, le Calighe, espressamente disegnate per i legionari e da cui prenderà il nome uno degli imperatori più chiaccherati dell’Impero o le espadrillas medioveali, che quelli dei Pirenei si erano inventati con una suola in corda intrecciata per camminare più comodi e noi adesso, invece, le associamo agli aperitivi in spiaggia ad Ibiza.

Vabbè, succede, la storia non è sempre riconoscente. 

Ma facciamo ancora un saltino avanti nel tempo ed ecco le prime imprese alpinistiche: l’Ottocento ed i primi del Novecento, i grandi avventurieri, uomini temprati e coraggiosi, sfidavano ancora le montagne di tutto il mondo con scarpe contadine e corde sfilacciate.

Tornavano a casa, escoriati, i piedi danneggiati, unghie nere e vesciche dappertutto: neppure pediluvi lunghissimi potevano aiutarli

E allora ci pensò il “Signor Vibram” e i suoi concorrenti; anni di studio, formule chimiche e prove di laboratorio, ci hanno regalato (si fa per dire) suole resistenti, scarpe ergonomiche, materiali all’avanguardia, tomaie indistruttibili, aderenze insospettabili, grazie alle quali la nostra sicurezza e comodità in montagna è migliorata moltissimo: quanti passi abbiamo fatto in così pochi milioni di anni!

Mentre vede proiettato tutto questo film mentale nella sua testa, una mattina a colazione, addentando una fetta di pane e marmellata, la nostra cara guida ambientale escursionistica (certificata anche sulla storia dei calzari con 78.000 crediti formativi) si contorce sulla sedia quando viene raggiunta da una petizione spavalda e spensierata: chi non si fermerebbe prima di pronunciare queste poche parole, se solo sapesse lo sconforto che provocano nel cuore dell’amato accompagnatore:

“Senti, oggi posso uscire con le scarpe da ginnastica?". (Per intenderci, quelle con la suola liscia come una tavola da surf).
“Tanto ho letto sul programma che c’è poco dislivello...”. (Per intenderci, 972 metri con pendenza al 27%).

Milioni di anni di storia, di ricerca, di miglioramento, andati in fumo in pochi istanti: alcuni di noi, i più rammaricati, hanno pensato tra sé e sé:

ma mio padre, in effetti, me l’aveva detto di studiare economia e andare a lavorare in banca: un lavoro sicuro - beh i tempi cambiano - ma che almeno non mi avrebbe mai fatto trovare nella circostanza di dover commentare la scelta di un collega di vestire dei sandali egiziani per andare ad approvare dei mutui a metà gennaio...".

È vero, ma suvvia, non siamo così negativi. La soluzione è sempre la stessa: arrendersi all’inevitabile (domanda).

E se qualcuno si presenta con le sneakers dopo colazione, nonostante il vostro parere contrario, lo potrete sempre lasciare nel parcheggio a fare la guardia al pulmino.
 

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