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Le Aree Protette

I PARCHI NAZIONALI: UN PO' DI STORIA
Risale al 1872 la creazione, negli Stati Uniti d'America, del primo parco nazionale del mondo, quello di Yellowstone. Prima di questo, provvedimenti di protezione di territori, di animali selvatici, o di foreste, non si erano avuti nel mondo che per ragioni religiose (i "boschi sacri" degli antichi romani), politico-economiche (tutela di foreste per sfruttamento commerciale o militare), o di egoistica tutela di privilegi personali (riserve reali e nobiliari di caccia).
Il messaggio di Yellowstone introdusse invece un elemento storicamente del tutto nuovo. Per la prima volta l'uomo si attivava positivamente per la conservazione, e non per la distruzione, di un territorio vasto e selvaggio, con tutti gli elementi naturali (paesaggi, flora, fauna, singolarità geologiche, equilibri ecologici) in esso contenuti, dimostrando così l'emergere di una preoccupazione nuova, che si aggiungeva al soddisfacimento dei bisogni delle generazioni future ("for the benefit and enjoyment of future generations").

Chi vive nelle città, e ha ormai perduto qualsiasi legame, anche psicologico, con la natura stessa, è oggi disposto a ben pagare per potere, almeno saltuariamente, ripristinare quel contatto, godere di quei paesaggi, ricrearsi fisicamente e psicologicamente.


ARRIVANO I PARCHI!

L'esempio di Yellowstone fu presto spontaneamente seguito da molti altri paesi in tutto il mondo. E’ del 1879 il primo parco nazionale australiano (il secondo del mondo, quello oggi conosciuto come Royal National Park, nel New South Wales), del 1885 quello canadese di Banff, del 1894 quello di Tongariro in Nuova Zelanda, del 1898 la riserva di Sabie, poi rinominata Parco Nazionale Kruger, in Sud Africa. Si mise così in moto un processo che sbarcò presto anche in Europa, i cui primi parchi nazionali risalgono appunto ai primi decenni del Novecento: sei parchi in Svezia nel 1909 (tra cui Abisko, Sarek e Stora Sjöfallet), l'Engadina in Svizzera nel 1914, la foresta di Bialowieza in Polonia (1919), l'Abruzzo e il Gran Paradiso in Italia (1922-23). Francia, Germania e Spagna, nonostante alcuni provvedimenti protettivi precoci (Lüneburger Heide, 1909; Mont Pelvoux, 1913; Ordesa e Covadonga, 1918), si sono invece attivati più tardi. Poi la tendenza, però, si è generalizzata e velocizzata, con una crescita tumultuosa ed esponenziale del numero di aree protette: che negli anni Cinquanta non era che di poche centinaia in tutta Europa, per poi superare il primo migliaio negli anni Sessanta, salire oltre le duemila negli anni Settanta, oltre le tremila un decennio dopo, e sfiorare le cinquemila aree protette in questi anni, sul finire del secolo.

I PARCHI IN EUROPA
E' importante sottolineare che, a differenza di quanto si è visto per altri continenti del mondo, i parchi nazionali europei non coincidono in genere più con aree selvagge, remote o pressoché disabitate della Terra. Nella nostra vecchia Europa densamente popolata creare un'area protetta ha significato molto spesso assicurare alla conservazione, oltre che gli ultimi frammenti di ecosistemi, anche cospicue tracce della cultura umana medesima: arte, storia, insediamenti e attività tradizionali, paesaggi di elevata bellezza ma con una chiara impronta antropica.

LA STORIA DEI PARCHI IN ITALIA
Agli inizi degli anni 20, l'Italia era stata tra i primi paesi a dotarsi di due parchi nazionali: Abruzzo (oggi Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise) e Gran Paradiso, ufficialmente istituiti tra fine 1922 e inizio 1923, non a caso su territori che erano prima stati riserve reali di caccia, a tutela di alcune specie animali particolarmente vistose e preziose, come l'orso e il camoscio d'Abruzzo nell'Appennino centrale, e lo stambecco delle Alpi nel Gran Paradiso. Negli anni del Fascismo, si aggiunse nel 1934 il Parco Nazionale del Circeo e nel 1935 quello dello Stelvio.

Sull'onda del graduale mutamento del vento culturale e politico, a seguito anche delle prime delusioni dell'ordinamento regionale, dell'istituzione (negli anni Ottanta) di un Ministero dell'Ambiente, la legge quadro sui parchi tanto discussa e tanto attesa venne alfine approvata definitivamente nel dicembre 1991 (link) che poneva le basi per una corretta protezione ambientale in Italia, istituendo allo stesso tempo nuove aree protette.

I PARCHI OGGI
Parchi e aree protette rappresentano uno degli strumenti principali per la conservazione della biodiversità.
Sono anche un’opportunità per raggiungere l’obiettivo dello sviluppo sostenibile e per vincere la povertà.


La necessità di creare e gestire parchi e aree protette è ribadito con chiarezza dall’articolo 8 della Convenzione Internazionale sulla Biodiversità (conferenza di Rio de Janeiro) e dall’Obiettivo 7 del Millennium Development (link).
Oggi il 12% della superficie del Pianeta è riconosciuta come area protetta, una percentuale positiva ma piena di lacune: non tutti gli ecosistemi sono protetti in modo adeguato (il mare appena lo 0,5%) e molte aree protette non sono gestite o lo sono soltanto parzialmente, o addirittura mancano strumenti di tutela.

LE AREE PROTETTE IN ITALIA
Nel nostro paese, la percentuale di territorio protetto ha raggiunto percentuali importanti e fino a pochi anni fa insperate. Parchi e riserve naturali coprono oggi circa il 10% del nostro territorio, mentre si arriva al 19% se si considerano anche i 2.283 siti di importanza comunitaria (SIC) e le 589 zone di protezione speciale (ZPS). Per garantire la conservazione della maggior parte degli ambienti naturali del nostro paese, il Ministero dell’Ambiente ha riconosciuto ufficialmente 772 aree naturali così suddivise:
-  23 parchi nazionali
-  22 aree naturali marine protette e riserve naturali marine
-  146 riserve naturali statali
-  105 parchi naturali regionali
-  335 riserve naturali regionali
-  141 aree protette regionali.

A queste si aggiungono: 
- 50 zone umide
- 8 riserve MaB Unesco
- 63 riserve biogenetiche
- 6 aree specialmente protette di importanza mediterranea
- 1 area internazionale “Santuario dei mammiferi marini”.

Purtroppo oggi in Italia i parchi vivono spesso realtà difficili, con carenze nell’efficienza ed efficacia di gestione. Spesso le aree protette sono un sistema frammentato che non gioca quel ruolo di connessione con il resto del territorio che è alla base della missione stessa delle aree protette. Missione ulteriormente impoverita dalle politiche attuali che danno alle aree protette un ruolo più dedicato allo sviluppo di attività produttive piuttosto che agli obiettivi prioritari: la conservazione della biodiversità e lo sviluppo sostenibile.


Sito con tutte le aree protette italiane:www.parks.it
IUCN (Unione Internazionale per la Conservazione della Natura): www.iucn.org
Ministero dell'Ambiente e della tutela del territorio e del mare: www.minambiente.it
WWF Italia: www.wwf.it - sezione delle oasi wwf: OASI WWF - portale wwf e turismo responsabile:  WWF NATURE


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COSA FACCIAMO NOI PER LA SOSTENIBILITA'
COSA PUOI FARE TU PER LA SOSTENIBILITA'
LETTURE CONSIGLIATE
GLI ALIENI SONO FRA NOI: PROGETTO LIFE ASAP

LEGGE 394 

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