Se una notte d’inverno un viaggiatore...
Cosa ha a che vedere il celebre romanzo di Calvino con un viaggio in Puglia?
Quello che vorrei dire è la densità di incipit, perché in questo itinerario che non fa che cadere da una meraviglia all’altra si aprono numerose destinazioni e innumerevoli storie che non possono essere seguite per intero o narrate in maniera didascalica, ma assaporate, assaggiate, vissute il tempo di coglierne gusto e atmosfera o per sintesi lo spirito del luogo… Prima di spostarsi e arrivare ad una situazione diversa e nuovamente degna di stupore.
Poter cogliere quindi non gli aspetti enciclopedici, ma una veduta dall’alto, la sensazione di un quadro a volo d’uccello nel caleidoscopio di bellezze naturali e culturali che caratterizzano questa regione, per portarsi lo Stupore come vero maestro di questo viaggio.
“Uno spazio pieno di storie che potrei raccontare o forse racconterò o chissà non abbia raccontato in altra occasione, uno spazio pieno di storie che forse non è altro che il tempo della mia vita, in cui ci si può muovere in tutte le direzioni come nello spazio trovando sempre storie che per raccontarle bisognerebbe prima raccontarne delle altre, così partendo da qualsiasi momento o luogo ci sia sempre la stessa densità di materiale da raccontare.”
Italo Calvino
Se una notte d’inverno un viaggiatore o meglio, una viaggiatrice… O forse erano un gruppo di viaggiatori. Se una notte d’inverno un gruppo di viaggiatrici e viaggiatori si ritrovasse coinvolto in un’avventura, in una terra che si srotola verso Sud…
Ebbene, tali viaggiatori si ritroverebbero a Bari, accolti, quasi abbracciati, per non dire inglobati nel dedalo di strade che dallo scintillante e ordinato quartiere Murattiano accompagna verso un variegato insieme di incroci e stradine, tra lucine più dolci, street food, Basilica, gastronomia, panzerotti, taralli, tra i misteri di una Bari Vecchia oggi curata e accessibile in modi impensabili qualche decennio fa… Il tutto quasi sospinti dalla folla allegra e gioiosa, dalla festosità vivace e religiosità convinta.
Subito, inizierebbero a dipanarsi storie di Santi, come il patrono San Nicola e come quella volta dei lesti marinai ne procurarono alla città le sacre spoglie, assieme a segni di strade romane e profondità archeologiche che ti chiedi, era un viaggio nello spazio o nel tempo che andavamo a fare? Ma subito è già passato, è tempo di chiedersi se mangiare le orecchiette a cena, mentre si assaggia un pezzo di focaccia e si iniziano a conoscere le proprie compagne e compagni di viaggio.
Ma quel caleidoscopio cittadino dura solo un attimo, è già domani: forse tempo di cominciare?
“Cominciare. Sei tu che l’hai detto, Lettrice. Ma come stabilire il momento esatto in cui comincia una storia? Tutto è già cominciato già da prima, la prima riga della prima pagina di un romanzo rimanda a qualcosa che è successo fuori dal libro.”
Italo Calvino
Dicevamo, è tempo per la nostra compagnia di viaggiatori di sperimentarsi in cammino, con attenzione e destrezza per raggiungere quella che in verità della difesa, non è una fortezza.
Sì, perché in stile Four Seasons Natura e Cultura, non può mancare lo spazio per muoversi a passi lenti, animando il corpo alla scoperta degli odori delle colline Murgiane, proseguendo così alla volta di Castel del Monte, che come una corona posta in cima alla collina si mostra al territorio circostante…

Esempio di maestosa perfezione che, con la sua bellezza, non può che donare emozione.
Pranzo al sacco baciati dal sole, visita della meraviglia ottagonale mentre curiosiamo fra le vicende del famoso Stupor Mundi, Federico II di Svevia… ed è già ora di cambiare scenario, ci rimettiamo in viaggio.
“Il romanzo che più vorrei leggere in questo momento (…) dovrebbe avere come forza motrice solo la voglia di raccontare, di accumulare storie su storie, senza pretendere d’importi una visione del mondo, ma solo farti assistere alla propria crescita, come una pianta, un aggrovigliarsi come di rami e di foglie…”
Italo Calvino
Lasciamo la campagna e partiamo alla volta di Trani, città slow e della sua suggestiva Cattedrale sul Mare… il cui vero segreto si svela ai temerari che affrontano i più di cento gradini per sbirciare la città al tramonto dal Campanile… e i colori della sera hanno tinto tutto di meraviglia, un vero effetto wow mentre sbirciavamo da dietro le sagome delle numerose campane.
È già il terzo giorno, Polignano a Mare ci attende limpida al mattino, roccia di monte, roccia a picco sul mare, l’umano usa l’ispirazione come volo, si ingegna con quello che la natura gli offre e crea opere d’arte rare.

Perché uno degli aspetti più affascinanti della Puglia è proprio questo suo essere teatro di interazione tra ambiente e ingegno umano ed è da questo dialogo (dove viene sempre mantenuta presente la realtà locale) che si disegnano le forme visibili che hanno saputo leggere il contesto adattandovisi e invisibili come le opere nate da interpreti dell’arte come Modugno… Volare, Oooh, cantare, Ooo-Oh, nel blu, dipinto di blu…
In questa storia di viaggio nessuno è solo, dalle lame di roccia alle vele con cui veleggiare…
Nel carsismo, insieme fin giù, ci siamo potuti inoltrare nelle profondità della Terra, per scorgere un inferno che qui non è guerra.
Stiamo parlando delle incredibili Grotte di Castellana, un ingresso nel tempo geologico che ci ha permesso di scendere ancora più a fondo nella materia di questa regione.
Il viaggio in Puglia è un caleidoscopio.
“Appena accosto l’occhio a un caleidoscopio sento che la mia mente, seguendo l’adunarsi e comporsi di frammenti eterogenei di colori e di linee in figure regolari, trova immediatamente il procedimento da seguire. (…). Il caleidoscopio fu brevettato nel 1987 dal fisico scozzese Sir David Brewster”
Italo Calvino
Intanto viaggiatrici e viaggiatori sono ormai affiatati e non si scompongono innanzi al nuovo cambio di scena: eccoci arrivati nella città delle fate, Alberobello, che con i suoi trulli ci ha proprio conquistati, ed è lì che ti accorgi che felicità può essere un nido circolare di pietre messe con sapienza e un tetto a cono… due cuori e una capanna. Anzi no, un trullo!
E la bellezza è anche in questa voglia di trattenersi, di avere più tempo, due notti, una settimana, addirittura un mese!
E ogni notte d’inverno che attraversiamo, nuove pietanze, delizie locali, non fanno che continuare a stuzzicare il nostro palato di viaggiatori.

È tempo di immergerci nella parte più a Sud, con il nostro ingresso nel Salento. Viaggiatori che incontrano le sfide dei viandanti e il 31 Dicembre in Puglia si ritrovano con cappuccio e guanti…
Ma Torre Guaceto è un nome che ricorderemo, perché quando incontri chi fa conservazione con il cuore, te ne resta il senso pieno.
Infatti è proprio in questo tratto di area marina protetta e riserva terrestre, che si abbracciano per 8 chilometri di costa, che opera uno dei progetti di salvaguardia italiani davvero d’eccellenza, tra le poche realtà al mondo ad avere il titolo di Blue Park. E mentre la nostra guida locale Angelica ci svela i segreti del mare, non manca il tempo per un brindisi e una visita alla tartaruga custodita nel centro di recupero… fortunata ad esser stata ritrovata da presenze che davvero hanno a cuore quello che fanno.
Dalla Natura alla Cultura con un tuffo a Lecce, per non tralasciarne pasticciotti e ricchezza, prima di spingerci ancor più lontano e provare di Otranto l’ebrezza.
Ebrezza che era in un bicchier di vino ed io... sento che se una compagnia di sconosciuti, ora seduti a tavolino, è diventata un’allegra compagnia. La fortuna di questa storia di fine e inizio anno è anche un po’ la mia.
Perché l’incantesimo di questa notte d’inverno con un gruppo di viaggiatori è proprio qui, nel calore degli sguardi e dei racconti, che ha fatto sì che ognuno potesse lasciare e ricevere tracce in questa meraviglia reciproca che è l’incontrarsi… Anche se solo in un viaggio per celebrare la notte di Capodanno in un punto remoto del tacco del nostro stivale!
“Ma il fine è proprio il climax? O la corsa verso quel fine è contrastata da un’altra spinta che s’affanna controcorrente, a risalire gli attimi, al recupero del tempo?”
Italo Calvino
La notte di San Silvestro racchiude significati inaspettati, non ultimo quello di prepararci all’Alba dei Popoli: a Punta Palascìa un faro che si affaccia e abbraccia l’Oriente, con un buon caffè, da tradizione, può unire molta gente.
La magia del viaggio e dell’incontro con la prima ALBA d’Italia ci hanno sfiorati... E con gusto, vista, olfatto, udito e tatto, in questo itinerario e Anno Nuovo ci siamo ritrovati.

Già, a proposito di udito, sul lungomare di Otranto, un vero e proprio concerto swing ci aspettava per salutare la luce del mattino!
Giusto il tempo di fare colazione e poi via, partiti per la prima escursione, che si sa che chi ben comincia, camminando il Primo dell’Anno, tanti passi farà tutto il Nuovo Anno.
Noi, allieve e allievi diligenti del maestro Stupore, ci siamo lasciati conquistare dalle tinte rossastre della terra circostante il laghetto (ex miniera di bauxite) e dall’azzurro del mare salentino.
E sulle ali del giorno la luce tersa e splendente ci ha accompagnate verso il punto più a Sud del viaggio, Santa Maria di Leuca, uno dei finibus terrae.
“Tanto la conclusione a cui portano tutte le storie è che la vita che uno ha vissuto è una sola, uniforme e compatta come una copertina infeltrita dove non si possono separare i fili di cui è intessuta.”
Italo Calvino
E allora mia cara viaggiatrice, mio caro viaggiatore, mi auguro che anche tu ami la somma di più piaceri, come quello della lettura e del viaggio.
Così potrai, se questa storia ti ha incuriosita o incuriosito, andare a tua volta a leggere (o rileggere, come ho fatto io) il romanzo di Calvino, oppure iniziare a fantasticare qui il tuo prossimo viaggio verso la Puglia, con Four Seasons Natura e Cultura…