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Attività Centro-Sud Italia
6 Dicembre 2020

LA CARTAGINE DELLA MAREMMA

Le rovine di Castro e l'eremo rupestre di Poggio Conte nella Valle del Fiora
Difficoltà: zampazampa
15,00 €
 
Presentazione del viaggio
Una passeggiata attraverso la campagna della Tuscia che sfuma nella Maremma, fra due siti non molto conosciuti ma entrambi di notevolissima importanza storica, circondati da paesaggi di ineguagliabile bellezza, tagliate etrusco-medievali e valli fluviali dove il tempo sembra essersi fermato. Abbracceremo in pochi chilometri un arco storico di alcune migliaia di anni, fra i secoli VII e III a. C.,  il Medioevo attorno all'anno 1000 e il pieno Rinascimento, e ne vivremo in pieno due suoi luoghi estremamente significativi, respirandone l'aria e gli odori, percependone il genius loci, ascoltando i suoni della natura immutati nei secoli. Castro, capitale dell'omonimo Ducato istituito da papa Paolo III Farnese e feudo dell'omonima famiglia, per circa 100 anni a cavallo fra il '500 e il '600 fu una delle città più ricche e raffinate del centro Italia, paragonabile a Pienza per originalità architettonica e urbanistica. Il suo splendore fu cancellato a causa di una feroce distruzione da parte delle truppe papali e ciò valse al luogo l'appellativo di "Cartagine della Maremma". Non tanto distante, l'isolatissimo eremo rupestre di Poggio Conte sorge su una parete di tufo affacciata sulla valle del Fiora nelle vicinanze di una bellissima cascata. Luogo misterioso e carico di energia, sembra fosse in origine una stazione Templare posta nelle vicinanze della via Clodia e solo successivamente un luogo di culto ed eremitaggio più tradizionale.


Tipologia:
Escursione a piedi
Partenze disponibili e costi:
Data PartenzaDurataQuotaStato
06 Dic 20205 ore15,00 €Iscrizioni aperte


La quota comprende:

accompagnamento di Guida Ambientale Escursionistica.


La quota non comprende:
trasporti e pasti; quanto non specificato nella voce "La quota comprende".

Perché camminare con noi?

  • perché ti rilasciamo una regolare ricevuta su ogni escursione, sulla quale paghiamo regolarmente le tasse;
  • perché tutte le nostre guide sono Guide Ambientali Escursionistiche regolarmente iscritte all’AIGAE, l’Associazione Italiana delle Guide Ambientali Escursionistiche;
  • perchè abbiamo una regolare assicurazione di Responsabilità Civile che copre tutte le responsabilità della guida e dell'organizzazione fino a 2,1 milioni di euro;
  • perché crediamo nel turismo responsabile e ogni anno devolviamo una parte degli introiti di tutte le nostre attività a Climate Care, per compensare le emissioni di CO2 di ogni attività di Four Seasons Natura e Cultura.

… e soprattutto, perché ti diverti!


Programma:
Partendo dal parcheggio del Crocifisso di Castro, saliremo alle rovine dell'antica città avvolti dal silenzio del tempo. Cammineremo sullo sperone tufaceo su cui sorgeva questa perla di urbanistica e arte, ma nel fitto della vegetazione avremo difficoltà a riconoscerne la maggior parte degli elementi architettonici tanto forte e capillare ne fu la distruzione. Attraversato il pianoro scenderemo verso la valle del fiume Olpeta fino ad un guado. Una volta sull'altra sponda, risaliremo verso i pascoli maremmani attraverso un profondissimo "cavone" lungo il quale si possono riconoscere i diversi livelli di scavo, etrusco in origine, poi medievale con tratti di basolato più in basso. Tra boschi e prati con alcuni km arriviamo in vista della bellissima e remota valle "della" Fiora, rigorosamente al femminile come vuole la tradizione locale. Costeggeremo il corso del fiume per circa 1 km meravigliandoci della limpidezza delle sue acque e della varietà e unicità dei ciottoli levigati da esso trasportati. L'ingresso in un bosco di versante avverte dell'inizio della salita all'eremo. Qui sono tanti gli elementi che contribuiscono a rendere unica e memorabile l'esperienza di visita. Il fresco del bosco silenzioso, la cascata di un fosso i cui spruzzi d'acqua calcarea hanno nel tempo costruito l'enorme stalagmite di una grande scultura conica, la vegetazione igrofila che trasuda acqua, le pareti di tufo verticale. Ma, soprattutto, la meraviglia dell'eremo in sé, tutto scavato nel tufo, con due ambienti scolpiti secondo forme gotiche, un altare e per soffitto una volta e crociera interamente affrescata con motivi pagani tutti da scoprire. Meglio fermarsi qui. Non mancate!!
Come arrivare:
IN AUTO DA ROMA: prendere A1 direzione Firenze e seguire per A1dir/E35, uscire a Orte A1/E45 e SS675 in direzione di SR2 a Viterbo. Prendere l'uscita Siena da SS675 e seguire SP7, SP8 e SP47 fino alla tua destinazione a Farnese.
Meta:
Castro, Viterbo
Note:
Bastoncini fortemente suggeriti, per chi ci è abituato, soprattutto per affrontare eventuali discese ripide e tratti di discesa scivolosi o fangosi.

 
NOTA COVID: ai sensi delle vigenti disposizioni per l'emergenza da COVID-19, per la partecipazione all'attività è OBBLIGATORIO che ciascun partecipante:

- sia dotato di propria mascherina di comunità, da indossarsi durante le pause o in caso di necessità
- sia dotato di proprio flaconcino di gel disinfettante a base alcolica
- mantenga rigorosamente la distanza interpersonale di 2 metri

La guida si riserva di non ammettere o di escludere dall'attività in qualunque momento il partecipante che non rispetti quanto sopra e/o le disposizioni vigenti. 
 

NOTA PER IL PAGAMENTO:

in considerazione dell'attuale situazione sanitaria, e anche per evitare eccessivi passaggi di soldi, il pagamento delle escursioni avverrà consegnando alla guida una busta (se non avete una busta va bene un foglio di carta ripiegato) contenente la quota di partecipazione. Sulla busta andranno indicati nomi e cognomi dei partecipanti e la somma contenuta. Chiaramente, consigliamo di prepararla a casa, così evitiamo anche scambi di penne! 

Questa procedura, oltre a essere sicura e semplice, velocizza al massimo i tempi dei pagamenti, ed evita anche la ricerca dei resti, facilitando il lavoro della guida e soprattutto minimizzando le perdite di tempo per i pagamenti dei gruppi!  
Cosa portare:
scarponcini da trekking, abbigliamento adeguato alla stagione, giacca a vento impermeabile, cappello, guanti, zaino, acqua (almeno 1 lt), pranzo al sacco. Kit anti-Covid19 come consigliato.
Pasti:
pranzo al sacco (non incluso).
Curiosità:
QUI FU CASTRO. L'antica città di Castro, fino al 1537, era un piccolo villaggio, povero e in gran parte abbandonato. I Farnese decisero di trasformarlo per renderlo degno del rango di capitale del ducato e simbolo della loro potenza e del loro prestigio. Il compito di questa trasformazione venne affidato, in gran parte, all’architetto Antonio da Sangallo il Giovane. La ricostruzione riguardò la città in tutti i suoi aspetti, dalle mura difensive agli edifici pubblici, dai palazzi gentilizi alle case e alle strade, trasformando l’insediamento in un perfetto esempio di arte e architettura rinascimentale, dove si trasferirono – per entrare nelle grazie della potente casata e del Papa Paolo III Farnese – molti nobili che rivaleggiarono tra loro nella realizzazione di palazzi signorili, facendo di Castro quella che oggi definiremmo una città alla moda. Molti dei visitatori della città, tra cui lo storico e letterato Annibal Caro, rimasero colpiti dalla sua bellezza. Il cuore era rappresentato da Piazza Maggiore, al cui centro si trovava una fontana e, lungo il suo perimetro, il Palazzo della Zecca, le hostaria, per accogliere gli ospiti illustri del Duca, la residenza di questi e i palazzi dei cittadini più importanti. Inoltre, fatto rarissimo per quel tempo, Castro aveva le strade e le piazze mattonate e dotate di fogne. A testimonianza di tutto ciò rimangono, a Firenze, i disegni del Sangallo. 
Ma di Castro non si saprà più niente. Perché nel 1649 le truppe pontificie di Innocenzo X Pamphilj, la cui famiglia era alleata dei Barberini e nemica dei Farnese, assediarono la città, la saccheggiarono, la rasero al suolo e deportarono i suoi abitanti. Oggi le rovine sono ricoperte da un bosco: sono stati effettuati, nel tempo, scavi che hanno riportato alla luce i resti della piazza principale con la sua pavimentazione, i resti della Cattedrale, quelli del Palazzo della Zecca, del convento di San Francesco, delle fortificazioni e di Porta Lamberta. Si possono inoltre vedere i resti di vani sotterranei, cantine, pozzi, cisterne e seminterrati.

Prenotazioni entro:
le 18:00 di venerdì presso i nostri uffici allo 06 27800984 (O VIA WHATSAPP AL 353.419.3141). Dopo tale orario, ma comunque entro le 20:00 del giorno precedente l’attività, direttamente con la guida, Filippo Belisario – cell. 349 8329352
Data partenza:
06-12-2020
Dislivello:
250 m
Lunghezza:
13 km
Appuntamento 1:
Ore 9.30 a Farnese (VT), parcheggio di Via San Magno, vicino ai giardini pubblici
Caratteristiche:
Percorso: strade campestri e sentieri che a tratti possono essere fangosi. L’escursione proposta è una traversata da punto a punto.
 
 
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