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Su richiesta
30 Novembre 1999

PARCO DEL TICINO WEEK END

Un weekend in punta di piedi nel versante lombardo del Parco
Difficoltà: zampa
 
Presentazione del viaggio

VIAGGIO SU RICHIESTA PER GRUPPI PRECOSTITUITI - MINIMO 6 PARTECIPANTI 

 
 
ll Parco del Ticino si estende, lungo il fiume omonimo, in due regioni: Piemonte e Lombardia.
Quello piemontese, istituito ufficialmente il 21 agosto del 1978, quattro anni dopo quello lombardo, comprende undici comuni ed ha un'estensione di 6.500 ettari, interessa solo la fascia fluviale senza comprendere, al contrario del lombardo, le aree urbanizzate.
Nel parco la superficie occupata dalle coltivazioni è di circa 2.300 ettari, di cui il 65% è rappresentato da prati permanenti e marcitoi.
Tra le architetture presenti all'interno del parco vi sono numerosi esempi di castelli e torri di avvistamento, insieme agli edifici di origine monastica, che costituiscono l'ossatura della presenza religiosa nell'area del Ticino. Fra i molti castelli presenti nel territorio del Parco, spiccano tra tutti quelli di Vigevano, Somma Lombardo, e Pavia; di alcuni si salvano solo pochi resti, è il caso di Vergiate, Besate e Ozzero; altri sono stati talmente rimaneggiati nel corso dei secoli da essere quasi irriconoscibili rispetto alla destinazione originale.
Le abbazie di Bernate Ticino e Morimondo sono senza dubbio le più prestigiose. Le origini della Canonica di Bernate Ticino risalgono al 1186, con la Bolla di Papa Urbano III che autorizzava l'insediamento degli Agostiniani milanesi al "Castrum Brinate", il cui territorio venne direttamente legato alla sede apostolica. La commenda rimase per circa tre secoli ai Canonici di Crescenzago, fino a che venne ceduta, da Papa Alessandro IV, ad Antonio Stanga i cui eredi la restituirono, nel 1511, alla Congregazione Lateranense. Dopo non importanti vicende la canonica venne soppressa nel 1722, tornando sotto la giurisdizione ordinaria.
Parlare della storia dei boschi della Valle del Ticino ci porterebbe ad epoche molto lontane, quando immense selve, composte da secolari querce, tigli ed olmi, ostacolavano il passo delle genti Liguri, che, per prime, si erano spinte nell'entroterra. L'opera dell'uomo, attraverso i secoli, ha mutato il paesaggio, tanto che oggi poco o nulla rimane dell'antica foresta padana.
Comunque per la natura del terreno che non consente l'agricoltura, i boschi costituiscono la caratteristica dominante del paesaggio del Ticino, occupando coste e fasce lungo il fiume, alternandosi nella zona pianeggiante alle coltivazioni. Nel parco sono presenti numerose piante: ontano nero, betulla, carpino bianco, castagno, robinia e tantissime altre (quest'ultima, pur essendo una pianta molto invadente, fornisce un ottimo combustibile per il riscaldamento e gioca un ruolo fondamentale per l'apicoltura, che trae, dalla sua abbondante fioritura, un ottimo miele). I boschi del Ticino sono anche ricchi di funghi.
 
Tipologia:
week-end escursionistico su richiesta per gruppi
Cosa facciamo:
escursioni a piedi di scarsa difficoltà.
Come:
viaggio per gruppo precostituito con guida (min. 4 max. 15 partecipanti).
Speciale perchè:
la ricca biodiversità di un’area MAB patrimonio dell’UNESCO; i numerosi aspetti storici presenti in tutto il territorio; la possibilità di praticare numerosi sport immersi nella natura;
Area di rilevanza naturalistica:
il SIC del Turbigaccio; la palude Pollini;
Partenze disponibili e costi:
Data PartenzaDurataQuotaStato
30 Nov 1999


La quota comprende:
pernottamento e prima colazione presso l’agriturismo; sistemazione in comodi appartamenti mono e bilocali; assistenza di Guida Ambientale Escursionistica abilitata dal Parco del Ticino.

La quota non comprende:
spese di apertura pratica; i pasti ad eccezione della colazione; i trasporti e i trasferimenti; le mance e gli extra; quanto non contemplato alla voce “la quota comprende”.

Spese apertura pratica: €10,00 - Obbligatorie, per persona. Comprendono l’assicurazione medico-bagaglio; sono utilizzate anche per finanziare progetti di compensazione delle emissioni di CO2 derivanti dalla partecipazione ai viaggi.
Programma:
1° giorno  VERGIATE – BOSCO DI CAPRA E MONTE SAN GIACOMO
Arrivo dei partecipanti e incontro con la guida in hotel nel primo pomeriggio.
Partenza per l’escursione volta al raggiungimento della vetta del Monte San Giacomo. Partendo dal Bosco di Capra, dopo una breve salita il sentiero diventa dolce e facilmente percorribile. Attraversando una vegetazione composta da castagni e pini proseguiremo fino al fino al belvedere dove è posta una grande macina in granito.
Rientro in hotel, cena e pernottamento. 

2° giorno SENTIERO LUNGO IL TURBIGACCIO
L’area del Turbigaccio è una zona selvaggia, ricca di acqua e avifauna, quasi totalmente coperta da boschi. Sul piano più asciutto si sviluppano foreste di quercia e carpino nero alternati a olmi e ciliegi.
Le acque sono ricche di pesci e anfibi, ardeidi (garzette e aironi cenerini) e anatidi (germani e svassi).
All’interno dell’area che andremo a toccare oggi è presente il Centro Parco dell’ex dogana Austroungarica situato in una suggestiva posizione che domina la vallata del Ticino. L’ex dogana, che in tempi più recenti era stata utilizzata come abitazione agricola (è nota come cascina Parravicino) completa la rete di punti di informazione del Parco Lombardo. È inoltre presente un punto vendita dove è possibile acquistare prodotti locali col marchio del Parco.
Rientro in hotel, cena e pernottamento. 

3° giorno IL PARCO DEI FONTANILI E LA CIVILTA’ DELLA LAGOZZA
Il Parco dei Fontanili, un’area naturale di circa 40 ettari estremamente interessante per la grande varietà di ambienti e fauna. Il Parco è infatti composto da un’ampia zona umida con fitti boschi e una rete di sentieri particolarmente curata. Ogni angolo, siepe o boschetto è frequentato da un’avifauna caratteristica. Gli uccelli sono facilmente osservabili, sia nel bosco che nelle zone umide mentre è più difficile osservare i mammiferi (volpi, faine, lepri, scoiattoli e ghiri) in quanto molto elusivi.
Visiteremo anche il sito archeologico della Lagozza, dove sono stati ritrovati importanti resti di un villaggio palafitticolo risalente a circa 35000 anni fa.
Pranzo in ristorante tipico con degustazione di prodotti locali.
Rientro verso i luoghi di provenienza.
Come arrivare:
treno, aereo, automobile.
Meta:
Vergiate
Alloggio:
agriturismo
Trattamento:
pernottamento e prima colazione
Note:

VIAGGIO SU RICHIESTA PER GRUPPI PRECOSTITUITI - MINIMO 6 PARTECIPANTI 


 
CONTATTACI PER RICEVERE LA SCHEDA DETTAGLIATA DEL VIAGGIO
infoviaggi@fsnc.it - tel. 0627800984

Cosa portare:
abbigliamento comodo, scarponcini da trekking, zaino 20 litri, borraccia, cappellino e occhiali da sole, mantella antipioggia o giacca impermeabile, copri zaino, macchina fotografica e binocolo.
Trasporti locali:
automobili private (car sharing); mezzi pubblici quando possibile.
Pasti:
pranzi al sacco o in agriturismo; cene in ristorantini tipici esclusi dalla quota.
Curiosità:
GLI UNGULATI. Dopo un’assenza durata quasi due secoli gli ungulati sono ricomparsi nei boschi del Ticino. Si tratta del capriolo e del cinghiale. Quest’ultimo ha colonizzato la parte centro meridionale dei boschi in seguito alla fuga di alcuni capi da un recinto privato nei pressi di Besate, avvenuta nel 1974. Il loro numero, divenuto in breve tempo eccessivo, ha causato gravi danni alle colture: i cinghiali hanno spesso sconfinato nei campi coltivati, provocando forti rimostranze degli agricoltori e costringendo il Parco a interventi di selezione.


Prossime edizioni:
tutto l'anno, in qualsiasi data, su richiesta, per gruppi pre-costituiti.
Prenotazioni entro:
20 giorni prima della partenza.
Data partenza:
30-11-1999


 
 

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